Nei Dintorni...
La Calabria è una delle regioni più antiche d’Italia, terra dalle mille sfumature, che offre anche ai turisti più esigenti uno spettacolo difficile da dimenticare.
SCAVI DI SIBARI:
Gli scavi archeologici mettono in luce l’area occupata dall’antica Sybaris; nel parco dei Tori sono visibili i resti del quartiere settentrionale di Sybaris, nel parco del Cavallo invece sono stati messi in luce i resti di Copia. . Le località dove sono stati eseguiti gli scavi sono: Stombi, Casa Bianca, lo scavo di Parco dei Tori e del Parco del Cavallo.
Gli scavi archeologici, sono tuttora in corso è vengono eseguiti con tecniche d’avanguardia anche perché l’antica città è ancora in gran parte sepolta. Vicino al fiume Coscile vi è la necropoli dell’ età di ferro di Torre del Mordillo, scoperta nel 1888. Nei pressi della stazione ferroviaria di Sibari vi è Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide dove raccoglie i corredi delle tombe greche e protostoriche, ceramiche e bronzi.
Nel Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide sono conservati i materiali di provenienza urbana e del territorio circostante, corredi funerari del IX-VIII secolo a.C. e reperti provenienti dal vicino santuario greco di Athena.
PARCO NAZIONALE DEL POLLINO:
Il Parco Nazionale Del Pollino Pollino è situato tra la Calabria e la Basilicata, e tra due mari, il Tirreno e lo Ionio, il Parco Nazionale con i suoi 192.565 ettari, è oggi l’area protetta più estesa d’Italia. Il Pollino costituisce il gruppo montuoso più elevato dell’Appennino meridionale, con un territorio vasto ed incontaminato, capace di offrire i paesaggi più svariati.
La programmazione ambientale del Parco è principalmente mirata alla tutela delle risorse naturalistiche che sono numerose, preziose e talvolta rare: il capriolo autoctono di Orsomarso, il lupo appenninico, l’aquila reale, il pino loricato. A Il pino coricato si abbarbica alle pareti di roccia ed il vento ne modella la forma accanto ai paesaggi dolci delle valli, dei declivi lussureggianti di fiori a primavera, dei pianori estesi dove ancora si pratica la pastorizia antica. Visitare il Parco Nazionale del Pollino é un’esperienza che mette insieme più ragioni: trovare una natura insolita e per molti aspetti ancora selvaggia, confrontarsi con la cultura, gli usi, , conoscere un’area protetta tesa a valorizzare le proprie risorse e capace di offrire al visitatore innumerevoli possibilità per godere di una vacanza all’insegna della bellezza paesaggistica, del gusto della scoperta del piacere del tempo ritrovato.
CERCHIARA DI CALABRIA:
Cerchiara di Calabria è un borgo turistico calabrese dell’Alto Jonio Cosentino, situato in posizione panoramica a 650 metri di quota s.l.m. nella parte orientale del Massiccio del Pollino.
È noto per le ricchezze naturali che offre il territorio, tra queste si segnalano: la Grotta delle Ninfe, dove secondo il mito dimorava la Ninfa Calypso; le Gole del Raganello; l’Abisso del Bifurto, una delle grotte più profonde del mondo; la Grotta di Serra del Gufo e quella di Panno Bianco.
Del patrimonio storico-architettonico si segnala: il Santuario di Santa Maria delle Armi, la Chiesa Matrice di San Pietro, la Chiesa di San Giacomo Martire, la Chiesa di Sant’Antonio, il Museo del Pane, il Museo del Pino Loricato, i vicoli e i larghi del centro storico, i ruderi del Castello.
Il suo territorio, ad alta vocazione agricola, ricade nell’area di produzione dell’olio extravergine di oliva Bruzio DOP – Sibaritide; inoltre, è rinomato per la produzione del Pane di Cerchiara, un’eccellenza della panetteria calabrese.
In un’enclave distaccata del suo territorio si trova la vetta più alta della Calabria: il Monte Serra Dolcedorme, primato che condivide con il Comune di Castrovillari.
GROTTA DELLE NINFE:
La Grotta delle Ninfe è un piccolo paradiso della Calabria, nel paesino di Cerchiara. Si tratta di una piscina termale naturale incastonata tra due imponenti rocce che creano uno stretto canyon… una vista veramente suggestiva! Le acque della Grotta delle Ninfe è omeotermale-solfureo-carbonica-solfato-bicarbonato-alcalino-terrosa-ipotermale, la temperatura alla sorgente è di 30°C.
Per le sue proprietà, l’acqua di Cerchiara è impiegata nel trattamento di varie patologie, in particolar modo artropatie e problemi dermatologici, quali acne ed eczemi.
La Grotta delle Ninfe è molto particolare, le acque termali che vi scorrono erano già note in epoca antichissima e le loro proprietà molto apprezzate.
Secondo la leggenda la Grotta delle Linfe era il luogo in cui era custodito il talamo della dea Calipso.
Alle terme libere della Grotta delle Ninfe, si affiancano quelle a pagamento “le Terme di Cerchiara“, una piscina di acqua termale che offre anche trattamenti di bellezza con fanghi termali.
GROTTE DI SANT'ANGELO:
A nord del centro abitato di Cassano, custodite in una roccia denominata Pietra di S. Marco, si trovano le Grotte di S. Angelo. Le grotte Si sviluppano su tre livelli, con varie sale denominate dalla fantasia degli speleologi come Grande Caverna o del Belvedere, del Caos e del Vegetale. Questo complesso di cavità naturali modellate dal tempo, per come hanno dimostrato gli studiosi, furono abitate dall’uomo primitivo per tutto il periodo della civiltà Litica. Le Grotte di S. Angelo sono costruite da un imponente complesso di cavità carsiche intercomunicanti, che si estendono nelle viscere della terra per qualche chilometro. I numerosi rinvenimenti delle varie epoche, portati in superficie durante le campagne di scavo che si sono succedute, sono state la rivelazione dell’importanza del sistema di Grotte, perchè abitate dall’uomo non solo nella preistoria ma anche in epoca protostorica e storica.
Inoltre, il rinvenimento di numerose schegge di Ossidiana , attribuisce alle cavità di S. Angelo inestimabile valore storico. Il minerale, infatti derivato dalle colate di vetro vulcanico non prodotto nella zona ma d’importazione, è la testimonianza tangibile A che in quei tempi remoti, a Cassano, era fiorente il commercio delle pietre dure.
LAGHI DI SIBARI:
I Laghi di Sibari sono situati a pochi minuti da Sibari e da Marina di Sibari, ed è il più grande complesso nautico del Mediterraneo per la navigazione da diporto destinata all’africa settentrionale e alle coste della Grecia. I Laghi si compongono di diversi complessi residenziale e di diversi residence tutti all’interno del grande insediamento residenziale turistico più attrezzato dello Ionio. I Laghi di Sibari sono completamente immersi nel verde, vengono comunemente definiti “La piccola Venezia”, é dispongono di circa 2000 posti barca. Il centro è nato intorno agli anni ’70 con una serie di villette a schiera. Il villaggio è adagiato alle spalle di una lunga spiaggia attrezzata e dista circa 900 mt dal mare ed è collegato alla spiaggia da un servizio di navetta. È stato creato con un sistema di chiuse attraverso le quali l’acqua si inoltra nella terra ferma sino a formare degli invasi navigabili da cui si accede direttamente alle abitazioni private. Il centro è fornito di tutti i servizi necessari ad un ‘ottima e gradevole permanenza estiva. I Laghi dispongono di un centro commerciale con ristorante , pizzeria, market, farmacia e negozi vari, cinema all’aperto, vari bar all’aperto e parcheggio interno. E’ possibile praticare sia attività nautiche e sportive in genere che ricreative (animazione, discoteca, piano bar ).
SAN LORENZO BELLIZZI:
San Lorenzo Bellizzi è un borgo dell’Alto Jonio Cosentino dell’area del Pollino, situato a 830 metri di quota s.l.m. alla falde del Monte Serra di Paola.
È noto per gli straordinari scenari montani del versante orientale del Massiccio del Pollino, come: la Timpa di San Lorenzo, la Timpa della Falconara e le Alte Gole di Barile; mete di appassionati ed escursionisti.
Di interesse si segnala: la Chiesa Matrice di San Lorenzo; la Cappella della Madonna del Carmine; la Chiesa del SS. Crocifisso; i vicoli del Centro Storico.
Il suo territorio, come attestano i ritrovamenti della grotta della Timpa di Sant’Angelo, è stato popolato da insediamenti umani fin dalla preistoria.
Nell’area del Raganello, nel territorio del Comune di Civita, prossimo al centro storico di San Lorenzo Bellizzi, è stato individuato il centro di Palmanucera, abitato tra il X e il XIII secolo.
GOLE DEL RAGANELLO:
Il Raganello nasce ai piedi della Serra delle Ciavole e nel primo tratto scende tra i boschi raggiungendo la base della Timpa di San Lorenzo. Infatti proprio qui il torrente scava la prima gola, quella di Barile, dove le alti pareti calcaree impediscono l’accesso al sole per quasi tutta la giornata. Si può accedere alle gole da Civita, un piccolo paese albanese, e poi si scende fino a raggiungere il greto del torrente Raganello; nel risalirne il corso d’acqua si incontra l’affascinante Ponte del Diavolo, ardita opera medievale con un’unica arcata splendidamente gettata sulla Gola del Raganello. Il ponte viene così chiamato in quanto una leggenda narra che esso fu costruito dal demonio. Dei suoi 32 Km. il Raganello ne percorre 13 incassato in gole che in alcuni punti strapiombano per 700 m., mentre i 10 Km. che da Pietramonte terminano al Ponte del Diavolo consentono di ammirare, lungo una difficoltosa discesa del fiume, figure di erosione fluviale fantastiche, modellamenti e torniture di rocce di sconvolgente bellezza.
SANTUARIO MADONNA DELLE ARMI:
Il Santuario della Madonna delle Armi è costruito sul Monte Sellaro, a 1015 metri di altitudine. Il Santuario della Madonna delle Armi rappresenta una significativa testimonianza di arte rinascimentale. La sua costruzione cominciò intorno al 1440 nello stesso luogo, in una grotta vennero trovate alcune tavolette bizantine tra le più antiche mai rinvenute. L’edificio, inizialmente una piccola cappella ricavata nella roccia, ben presto fu ampliato. La storia della Madonna delle Armi risale al XV secolo, allorchè un operaio mentre edificava il Santuario, spaccò una pietra in due parti, e con grande meraviglia si accorse che su una delle due metà era impresso il volto della Madonna. La chiesa é composta da due navate disposte a “L” delle quali quella cui si accede dal sagrato costituisce il corpo principale. Al suo interno sono presenti notevoli opere lignee seicentesche, un dipinto su tavola datato 1591 e un altare maggiore decorato con marmi policromi di scuola napoletana del ‘700. La festa si celebra il 25 aprile e vede affluire molte persone, da tutti i paesi della Piana di Sibari e dall’ alto Jonio.
CORIGLIANO CALABRO:
Patrimonio storico-artistico ed archeologico. Distintivo di Corigliano Calabro è il Castello Ducale imponente costruzione cinta da quattro torri compreso il mastio, iniziata dai Normanni (1073) e rimaneggiata fino al secolo scorso. Ha una superficie di circa 2000 mq e racchiude bellissimi saloni (degli specchi, da pranzo, di Venere, di Apollo ecc.).
ROSETO CAPO SPULICO:
Non si conoscono le origini. Secondo alcuni prese il nome per la presenza di tanti roseti. Pare, inoltre, che i rosetani vendessero i petali delle rose ai Sibariti che li usavano per riempire i guanciali. Fu feudo dei Garafa, poi dei Guaragnafino al 1632, della famiglia Rende (1623-1671) dei Della Porta, quindi dei Cala Lanzina, degli Ulloa e infine, dal 1791 al 1806 dei Ferrari di Cosenza.
Ambiente paesistico: L’abitato è su una altura a nord della foce del torrente Ferro e si sviluppa intorno al Castello chiamato Castrum Roseti.
VILLAPIANA:
Fu fondata intorno al 1300 col nome di Casalnuovo anche se ritrovamenti archeologici fanno pensare ad insediamenti precedenti. Fu feudo delle famiglie Marra, Carafa, Pignatelli, Pignone, Di Loffredo, Castrocuccio e dei Pignatelli di Bellosguardo fino al 1806. Con decreto del 4 Gennaio 1863 Casalnuovo prese il nome di Villapiana.
Ambiente paesaggistico L’abitato è su un colle tra le due fiumare Saraceno e Satanasso. Patrimonio storico-artistico ed archeologico: Castello medievale Costruito probabilmente nel 1300, oggi restano solo tratti della cinta muraria, e una torre a pianta quadrata.
SANTUARIO MADONNA DELLA CATENA:
Il Santuario della Madonna della Catena si trova fuori dal centro abitato di Cassano, in una zona solitaria, ma di grande suggestione naturalistica, é raggiungibile da Cassano allo Jonio lungo una stradina di circa 2 km. É lo si nota subito per il suo portico di gusto rinascimentale e la cupola che lo sovrasta. E’ una costruzione seicentesca, e il suo nome indica la liberazione dalle catene del male, come dimostra la catena spezzata che la Vergine tiene in mano. Il Santuario è stato costruito intorno al 1612 sulle mura di un monastero, l’interno della chiesa è in stile barocco che conserva ancora oggi. Mentre l’architettura esterna, è d’età prerinascimentale con un porticato (formato da cinque arcate a tutto sesto sulla facciata principale, sei sul lato destro e quattro sul lato sinistro) che molto probabilmente è quattrocentesco.
Sugli altari barocchi dell’interno, scolpiti in legno dorato, sono disposte quattro tele del pittore napoletano Nicola Malinconico (1663-1721). La Madonna della Catena viene festeggiata la seconda domenica di Maggio.
Perché amare la natura
Bastano due passi all’aria aperta per sentirsi subito avvolti da una sensazione di tranquillità e combattere così ansia, depressione e stress. Secondo l’ipotesi della biofilia, infatti, ogni elemento naturale contribuisce al miglioramento del nostro benessere psicologico.
La mente a contatto con la natura ritrova, secondo i suoi tempi, la pace e la calma, abbassando notevolmente il livello di stress. Più tranquillità significa meno sostanze dannose in circolo nell’organismo, a partire dal cortisolo, l’ormone dello stress.
